la rubrica di

flower poppins

Chi dorme non piglia Pesci!

Scritto da Serena Tosi

15 Gennaio 2021

La Rubrica di Flower Poppins

di Serena Tosi (musica di Nico Pistolesi) | Episodio 4

Puoi anche scaricare il file Audio (mp3) ▼ e ascoltarlo con il tuo Player preferito.

Buongiorno carissimi lettori miei e Buon Anno!

Ci eravamo salutati giorni fa, proprio a cavallo del passaggio tra anno vecchio e nuovo.
Come avete vissuto questi primi giorni dell’anno?
Normalmente questo è sempre un periodo molto relax per me, il freddo che cresce, la prima neve che cade a Montieri, le tante cose buone da mangiare, fanno di questo primo tratto del nuovo anno una sorta di bolla di sapone che solitamente vivo sonnacchiosa tra gatti e cuscini, tisane e letture, ma quest’anno c’è qualcosa di nuovo, qualcosa di eccitante che mi esalta e mi proietta verso il futuro e quel qualcosa è la nostra flower farm che cresce!

In campagna questo momento non è proprio proprio di riposo…. mentre percepiamo la stasi, gli alberi spogli, la morsa del gelo e la coltre della neve che copre le colline più alte ci sono tantissime cose da fare ed io sto letteralmente smaniando di impazienza!

Sento il risveglio, esattamente come lo sente la Natura.

Nuove Gemme

Se nelle prossime settimane uscirete a far trekking osservate: le gemme stanno piano piano crescendo. Sui noccioli si riescono già a vedere gli amenti piccoli piccoli che stanno per fiorire.

Il nocciolo è un albero che si risveglia presto dal sonno invernale, appena i minuti di luce aumentano (e stanno aumentando, ve ne siete accorti?) lo senti sbadigliare nel bosco, lungo i ruscelli cantanti, e via via, i suoi fiori maschili, quelle lunghe codine che da verdi diventano gialle, si allungano e si aprono liberando il fine polline da affidare al vento, perché per le api fa ancora troppo freddo.

Insieme a lui si stiracchiano i salci che proprio in inverno svelano la loro grande bellezza. Lunghi sottili lucidi rami svettano nel cielo invernale colorandolo di rosso sfacciato, o di arancio esplosivo o di verde acido o di giallo brillante vivi ed insoliti nel grigio paesaggio invernale.

Questi alberi fanno parte della mia vita fin dall’adolescenza.

Avevamo l’abitudine, in quel periodo, di fare lunghe passeggiate in campagna con il mio bel gruppo di amici, ed i nostri passi si dirigevano spesso verso Rigalloro, un podere piuttosto vicino all’abitato della zona nord est di Massa Marittima, ma completamente immerso nel bosco. Fu lì che vidi i salici con i loro colori brillanti, e fu lì che scoprii il loro utilizzo.

Inerpicato su una scala, un bel giorno, trovammo Virio, un anziano signore che stava tagliando l’intera chioma dell’albero, e fu lì che ci spiegò la lunga trafila che seguiva per costuire un paniere.

Ora, dovete sapere che i panieri in casa mia sono sempre stati oggetti importanti, ancora oggi ne conservo una collezione in cucina dove sono tutti appesi ad una scala che scende dal soffitto: c’è il cesto squadrato di Tatà, il corbello rotondo di bucce di castagno di Zia Iva, il paniere dei funghi del mio babbo, la cestina dove nonna Bianca teneva le mollette per i panni ed il mio panierino di bambina che conteneva al massimo 10 albicocche; Il loro significato mi è chiaro e prezioso: “si raccoglie, ma prima c’è da fare!”.

Capirete che quindi fu un attimo andare a ciacciare nella cantina di Virio: un incantato luogo fuori dal tempo, con le travi antiche ed i muri che lasciano intravedere la pietra situato in una delle viuzzette traverse di Cittanova. Mai dimenticherò la vista dei fastelli di salice messi in fila uno dietro l’altro a seccare lungo le pareti e Virio con il suo boccolo di capelli bianchi sulla fronte seduto su una seggiolina, che sembrava troppo piccola per la sua stazza, a pelare la buccia di salice rametto per rametto e a legare fastellini di quello che era diventato vimine bianco come il latte. La cosa più indimenticabile legata a quella scena è il profumo forte, leggermente piccante e medicinale delle cortecce arricciolate ai piedi di quel vecchio artigiano. Nei suoi panieri sono passati raccolti e raccolti di ogni ben di Dio, e sono ancora oggi i primi che utilizzo nel mio orto.

Chi dorme non piglia pesci

Insomma, chi dorme non piglia pesci e quindi da qualche giorno anche se in casa al calduccio fervono i preparativi per il futuro. Calendario e lunario alla mano stiamo organizzando tutte le semine per orto e giardino.

Che poi si fa presto a dire si semina!

Questa pratica è una vera giungla e se la Natura sa e fa da sé, noi non sappiamo e abbiamo sbagliato e riprovato tante e tante volte prima di capire i meccanismi giusti per fare crescere le nostre piantine. Si semina infatti in mille modi differenti: col seme asciutto, bagnato, fermentato, refrigerato persino!

Ogni pianta ha un suo segreto, ogni seme dischiude una racconto di vita diverso, e così come ogni persona è simile ma completamente diversa da ogni altra, così lo sono i semi e le piantine che generano, e siccome siamo qui per imparare e migliorarci sempre di più abbiamo incominciato ad occuparci di permacoltura ed elettrocoltura, guidati da Andrea Donnoli , tecniche queste non proprio di nuovissima concezione ma davvero innovative ed eco compatibili, che ci permetteranno di ospitare le nostre nuove colture in un ambiente sempre più ospitale e di organizzare dei workshop tematici proprio nella nostra flower farm che vi racconterò via via!

Uhhhhhhhh! Quante cose da raccontare! Quante emozioni! Vorrei mostrarvi pacchetto per pacchetto, gli oltre 200 tipi di semi che abbiamo acquistato da Chiltern seeds e Pascal Poot, farvi sentire come accelerano i battiti del mio cuore se penso alle meravigliose varietà di cosmos che già vedo trionfare leggiadri negli allestimenti dei matrimoni che farò nel 2021, raccontarvi i nomi dei fiori, come ad esempio quello della digitalis purpurea che in inglese si chiama foxglove, in memoria dei piccoli guantini fioriti che una fata donò ad una volpe braccata per farla camminare in silenzio e salvarsi dalla caccia… 

Vorrei raccontarvi dei semi dei pomodori che amano farsi un bagno rigenerante nella camomilla prima di essere interrati ma che prima di essere essiccati, mesi fa, sono stati un paio di giorni a fermentare nella polpa del pomodoro… vorrei raccontarvi delle zucche che sembrano facili ma…

Ma è tardi, tardissimo ed io devo uscire a portare le mie storiche cesoie felco ad affilare ed insomma, c’è sempre altro tempo per un’altra bella storia, non credete?

La zucca di cenerentola vi aspetta alla prossima puntata!

Buona settimana da Flower Poppins e… lasciate sempre spazio alla magia!

Bibidibobidibu!!!!!

Special Thanks a Nico Pistolesi per la colonna sonora!

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Buongiorno Amici fioriti !
State facendo anche voi colazione?
A me rilassa tantissimo scrivere in questo momento della giornata.
Sono le sette ed ancora la mia cittadina è sonnacchiosa.

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Ciao Amici cari,
eccomi qui, a scrivere la rubrica seduta a cavallo dell’ultima settimana del 2020, con la bocca ancora dolce di tutte le cose buone mangiate nei giorni di Festa e con l’animo grato per la vostra partecipazione alla mia rubrica.

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Terzo Episodio! Bentornati! Oggi vi accolgo nel mio budoir, con un bicchiere di estratto di mele raccolte ieri a Montieri e Mathilde sulle ginocchia, a riscaldarmi dai primi freschi mattini d’autunno.

2 Commenti

  1. Sandra

    Trovarsi all’improvviso in una fiaba…questo provo a leggere i tuoi racconti. Il mondo scompare dentro un sogno bellissimo . Grazie

    Rispondi
  2. Elia

    Brava molto carini questi racconti

    Rispondi

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