la rubrica di

flower poppins

Ninnoli per l’Anima

Scritto da Serena Tosi

19 Dicembre 2020

La Rubrica di Flower Poppins

di Serena Tosi (musica di Nico Pistolesi) | Episodio 3

Puoi anche scaricare il file Audio (mp3) ▼ e ascoltarlo con il tuo Player preferito.

cesto di Mele

Bentornati!

Oggi vi accolgo nel mio budoir, con un bicchiere di estratto di mele raccolte ieri a Montieri e Mathilde sulle ginocchia, a riscaldarmi dai primi freschi mattini d’autunno.

Gatti… Chi non ne ha mai avuti difficilmente comprende il rapporto profondo che si riesce ad instaurare con questi enigmatici felini.
Io li amo da sempre: insieme a fiori, erbe, tazze di the ed altri ninnoli per l’Anima, costituiscono il mio personalissimo portfolio del benessere, in stile Miss Marple (capiranno i lettori di Agatha Christie).

 

“Sei come Zia Eufrasia, gatti fiori ed erbe, mezze streghe tutte e due!”: questo il ritornello tipico che sfoderava il mio babbo tutte le volte che portavo a casa un nuovo gattino salvato dalla strada o quando gli sventolavo sotto al naso con entusiasmo questa o quella erba alimurgica declamando nomi in latino e virtù nutrizionali e curative o quando mi emozionavo davanti alla bellezza di un allestimento floreale dei miei matrimoni.

Zia Eufrasia

Zia Eufrasia, per noi Zì Frasia, è stata un gran personaggio della mitologia familiare.

Prozia del mio babbo, da parte paterna, pare sia vissuta in un podere verso Montecalvi; arrivata agli inizi del ‘900 come tutti i Tosi da Pistoia insieme alla grande famiglia dei miei bisnonni, si installò in un casale in mezzo al bosco, quartier generale dell’intera famiglia che si divideva tra boscaioli e carbonai, figure chiave nell’economia maremmana del secolo scorso, che contribuirono alla grande opera di bonifica delle paludi.

Questa signora già da anni e anni deceduta prima della mia nascita è entrata di prepotenza nel mio immaginario, ed ha sempre suscitato la mia simpatia soprattutto perché incredibilmente anche lei portava il nome di un fiore… e che fiore!

L’Eufrasia

L’etimologia è greca, deriva da eu “bene” e phren “mente”, il significato può essere quindi interpretato come gioiosa, gaia, che rallegra, dall’animo sereno… e quindi, come non amarla immediatamente a questa lontana ma vicina Zì Frasia?

Il fiorellino che tutti conoscete sicuramente per averlo visto milioni di volte in ogni bel campo incolto che si rispetti, somiglia vagamente ad un’iride, e per questo si utilizza attualmente soprattutto come rimedio omeopatico per soccorrere gli occhi stanchi o irritati.

Insomma, come Zì Frasia, gatti fiori e erbe vengono tutti da me, mi cercano e mi trovano (ovviamente questa è la mia personalissima percezione) e spesso i tre elementi si legano indissolubilmente.

Lillo

Prendete Lillo, ad esempio.

Ah, sì, Lillo, per chi non frequenta il mio negozio era un fantastico gattone randagio di quartiere che letteralmente sceglieva le sue residenze periodiche e stagionali.

Apparve un giorno di fine agosto in via Bicocchi a Follonica durante un acquazzone, bagnato fradicio e secco come un chiodo, davanti alla porta chiusa del mio negozio, guardando dentro con uno sguardo truce come a dire “Ma guarda questa che maleducata, neanche fa entrare un gran signore come me!”

 

E gran signore lo era, ma ridotto in miseria, visto il conto delle costole sotto la pelliccia infradiciata.

“E te chi sei?” fu il mio commento aprendogli la porta ed accogliendolo dentro al negozio.

Sembrava, credetemi, che ci fosse già stato milioni di volte.

Con passo lento e ciondolante entrò in negozio, un rapido giro di ispezione, un’annusatina ai secchi delle rose pronte per essere lavorate per il matrimonio del sabato e hop, subito sopra la grande poltrona foderata di cotone color cioccolato sulla quale avevo prontamente steso una copertina.

Lillo si lavò tutto, mangiò un quantitativo impressionante di bocconcini e dormì come un ghiro per tre giorni. Immobile, tre giorni di sonno senza neanche toccare la lettiera.

Il mio Lillone chiaramente era un micio di casa, probabilmente perduto da qualche bagnante, castrato e già grandino (avrà avuto circa sei anni), stremato nella carne ma non nello spirito, era un resiliente nato, e non fu poi così difficile per lui adattarsi e rifarsi una nuova vita sociale, piena di grandissime soddisfazioni.

Sceglieva lui la propria residenza, e ne aveva diverse, la sua scanzonata simpatia, infatti gli apriva le porte di negozi, case, uffici.

Il mio ovviamente era il suo negozio preferito, e con noi trascorreva la maggior parte del suo tempo. Aveva imparato il breve tragitto tra il negozio e casa e mi aspettava con il gomito appoggiato sotto al marciapiede per andare ad aprire il negozio insieme.

Aveva un senso del tempo eccezionale, e poco prima della chiusura del negozio lui scendeva dalla poltrona e si metteva davanti alla porta, in attesa.

Il suo modo di attraversare la strada era ineccepibile: si accovacciava sotto le macchine parcheggiate ai lati di Via Bicocchi in prossimità delle strisce pedonali aspettando i passanti. Solo allora, protetto dal loro transito, attraversava.

Il momento di Gloria e l’apoteosi annuale di Lillone da Infinito Amore era proprio questo…il periodo antecedente le feste natalizie, quando il negozio si riempiva di gente.

Lillo adorava giocare con i pezzetti di nastro ritagliati dai pacchetti eppoi sceglieva un angolo del negozio, uno scaffale o il davanzale della finestra e si metteva immobile tipo statuina del presepio, seduto a seguire con lo sguardo sornione gli avventori fino a che questi non venivano attratti dal suo sguardo magnetico ed esclamavano “Uh! Ma è un gatto!”. E allora diventava il Re del negozio e si godeva con gli occhi semichiusi la propria notorietà.

Anche il periodo dei matrimoni era un suo grande momento: adorava letteralmente la confusione dei cartoni ricolmi di candelabri, vasi e suppellettili che invade il negozio prima di ogni evento. Ci si nascondeva dentro, prima giocando a nascondino eppoi schiacciandoci dentro beati sonnellini.

Ma quello che lo faceva impazzire era il taglio dei gambi dei fiori mentre confezionavo le varie composizioni.

Il mio coltellino e le mie mani dopo tanti anni di attività volano veloci su fiori e verdi, ci sono dei momenti che mentre lavoro ricordo Edward mani di forbice al taglio delle siepi: foglie e steli cadono veloci in un cartone appoggiato sul pavimento, mentre corolle e foliage prendono velocemente ordine nella spugna o nella rete dei vasi.

Quel cartone era il terreno di caccia preferito da Lillo: occhi velocemente trasformati da fessure a biglie nere, corpo schiacciato a terra e orecchie laterali, coda sventolante, con piglio da guerriero Lillone si lanciava su ogni foglia o stelo compiendo piroette degne di Roberto Bolle.

Una gioia per gli occhi vedere tanta euforia micesca! Ai nostri: Bravo! Lillo rispondeva con scrosci di fusa tuonanti, zuccate sugli stinchi alla ricerca di grattini e morsetti di piacere felino per poi accovacciarsi tra foglie e petali e dormire di quella grossa.

Lillo spariva in estate. Si trasferiva dai bagnanti vicini di casa. Questi avevano due bambini che allestivano di anno in anno un lettino per lui nella loro camerina e lo chiamavano in continuazione: “Lillo, vieni c’è la ciccina”

Praticamente per tutta l’estate la sua alimentazione era quella di un bimbo di 5 anni: fettina impanata, petto di pollo al latte o nasello al piatto, un vero re che ritornava in negozio a settembre, nel pieno dei matrimoni autunnali, per nuove cacce tra la giungla wedding.

E fu proprio in autunno che lo ritrovammo una mattina alle 5 tutto assonnato miagolante in modalità “mute” al vetro del fugone già carico dei fiori del matrimonio dei nostri amici Roberto e Daniela che aveva voluto salutare a modo suo, caricando i fiori della sua energia micesca.

Lillo è invecchiato con noi, regalandoci milioni di sorrisi, ed è passato avanti una serata di settembre di qualche anno fa, ormai vecchio e stanco dopo aver fatto le fusa tutto il pomeriggio a Rich aspettando il mio ritorno da una giornata di matrimoni.

Lettori cari, è sempre meraviglioso l’incontro tra uomo e Natura.

Qualunque sia la creatura che si incontra, la diversità regala sempre grandi opportunità di crescita…

Diversità… diversità… quante cose da dire a proposito ma i miei 1500 caratteri sono finiti mezza pagina fa e alla fine questa è un’altra storia da raccontarvi!

Ci diamo appuntamento stessa ora stesso luogo? Perché no!

Abbiate cura di voi e dei vostri ninnoli per l’Anima!

Flowerpoppins vi saluta: Miaoooooo!!!!!

Special Thanks a Nico Pistolesi per la colonna sonora!

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eccomi qui, a scrivere la rubrica seduta a cavallo dell’ultima settimana del 2020, con la bocca ancora dolce di tutte le cose buone mangiate nei giorni di Festa e con l’animo grato per la vostra partecipazione alla mia rubrica.

1 commento

  1. Sara

    Serena, sei meravigliosa…mi piacerebbe avere l’opportunità di poterti vivere di più… davvero!!! la tua presenza è un dono!!! ti voglio bene!!

    Rispondi

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